Alla scoperta del buon vino e del buon cibo al Piccolo Mondo

vino

Settembre a Roma. Mentre nei vigneti italiani inizia la celebre vendemmia, nel cuore pulsante della Città Eterna, a pochi passi dalla romantica piazza Barberini e dalle eleganti vie che circondano Villa Borghese, Il Piccolo Mondo rinnova la sua carta dei vini. 

Un tesoro di bollicine: dall’Ancestrale al metodo classico

La nuova cantina dei vini di Il Piccolo Mondo apre con una sezione di bollicine italiane che racconta la storia della tradizione spumantistica del Belpaese. Tra i tesori più rari troviamo il Prosecco Valdobbiadene Marsuret Nature Sui Lieviti Ancestrale, una rara metodologia produttiva che valorizza l’affascinante fermentazione naturale, dove la malolattica si sviluppa nel bicchiere, creando un bouquet complesso e affascinante.

Ma è nella sezione del metodo classico che la cantina si rivela in tutta la sua prestigiosità. Il Franciacorta rappresentano il meglio della spumantistica italiana: dai nomi iconici come Bellavista e Ca’ del Bosco alle interpretazioni raffinate di Contadi Castaldi Satèn e Antinori Cuvée Royale Brut, ogni bottiglia racconta anni di affinamento sui lieviti e di selezione attentissima. Il Trentodoc, con le sue prestigiose etichette firmate Ferrari, completano questa sinfonia di bollicine, rappresentando l’eccellenza delle Alpi italiane.

Champagne: l’eleganza francese al tavolo romano

Non poteva mancare l’omaggio ai grandi Champagne francesi, con una collezione che spazia dai nomi immortali della tradizione—Moët & Chandon, Veuve Clicquot, Taittinger—fino alle rarità come il Ruinart Blanc de Blancs (100% Chardonnay) e il leggendario Dom Pérignon, simbolo assoluto di eleganza spumantistica. Per chi cerca lavorazioni particolari, il Billecart-Salmon Réserve Brut è ottenuto con una dosatura naturale che esalta la purezza del terroir, mentre i rosé, come il delicato Laurent-Perrier Rosé e il sofisticato Billecart-Salmon Rosé, rappresentano la magia della macerazione controllata.

Bianchi italiani: dal Piemonte alle isole, un viaggio nella qualità

La sezione dedicata ai vini bianchi de Il Piccolo Mondo è un’odissea attraverso le migliori regioni viticole italiane. Dai colli piemontesi con i nobili Gavi della Villa Sparina e La Scolca, si passa all’elegante Blangé di Ceretto (Arneis) fino ai sofisticati vini dell’Alto Adige, dove il Gewürztraminer Sanct Valentin di San Michele Appiano rappresenta uno dei massimi esempi di questa varietà nel mondo.

La Friuli-Venezia Giulia brilla con etichette straordinarie come il mitico Vintage Tunina di Jermann—una masterpiece ottenuta da un assemblaggio complesso di sei varietà (Sauvignon Blanc, Chardonnay, Ribolla Gialla, Malvasia Istriana, Picolit), dove ogni annata richiede anni di affinamento—e il sofisticato Terre Alte di Livio Felluga, un blend che esprime la massima purezza territoriale.

I rossi: dal Piemonte alle coste siciliane

Ma è nella sezione dei rossi che la cantina rivela tutta la sua solidità e competenza. Qui respirano i grandi Barolo e i nobilissimi Barbaresco, provenienti dalle migliori cantine piemontesi: il Barolo Monfalletto di Cordero di Montezemolo, il Barolo Dagromis di Gaja, rappresentano l’apice della tradizione nebbiolo in quella che è considerata la “regione regina” del vino italiano. Per chi ama la finezza e l’eleganza, il Barbaresco di Gaja rimane un benchmark internazionale.

Scendendo verso il Veneto, non possiamo non rimanere affascinati dalla sezione dedicata all’Amarone della Valpolicella—una lavorazione straordinaria dove i grappoli vengono fatti appassire prima della fermentazione, concentrando aromi e tannini in modo magistrale. L’Amarone di Dal Forno Romano e l’Amarone Costasera di Masi rappresentano i vertici di questa tradizione millenaria.

La Toscana offre una celebrazione completa: dai prestigiosi Brunello di Montalcino—dove il Brunello di Gaja e quello di Il Marroneto brillano per complessità—fino ai grandi vini di Bolgheri, dove il leggendario Sassicaia di Bolgheri e l’elegantissimo Ornellaia raccontano di come il Merlot e il Cabernet Sauvignon hanno trovato nella Toscana una seconda patria.

Abbinamenti consigliati: quando il vino incontra la cucina 

Ecco dove la magia accade davvero: al Piccolo Mondo, ogni piatto del talentuoso executive chef Fabio Mancuso trova il suo perfetto compagno enologico.

Antipasti

Iniziate la serata con i delicati fiori di zucca ripieni accompagnati da un fresco Pinot Bianco Girlan dell’Alto Adige o dal più sofisticato Prosecco Marsuret Ancestrale: i fiori di zucca con acciughe e mozzarella troveranno nel Pinot Bianco una freschezza salmastra perfetta, mentre le bollicine dell’Ancestrale accentueranno la delicatezza della frittura.

Per il carciofo alla Romana con spuma di pecorino e tartufo nero—uno dei piatti più iconici della cucina romana—suggerisco il nobile Cervaro della Sala di Antinori (Chardonnay e Grechetto): la complessità del vino dialogherà meravigliosamente con l’umami del tartufo e la cremosità del pecorino.

Per chi sceglie i crudi dal banco, il Crémant d’Alsace Lorentz Brut offre quella vivacità minerale e quella freschezza salmastra che esalta perfettamente i sapori marini senza sovrastarli.

Primi 

Quando arrivano i primi, qui la cucina romana di Mancuso scintilla: per lo spaghetti alla carbonara, il piatto per eccellenza della romanità, nulla di meglio che un Pinot Grigio Fuoripista di Foradori del Trentino o una Greco di Tufo della Campania—bianchi secchi e minerali che bilanciano la ricchezza del guanciale e dell’uovo. Per lo spaghettoni allo scoglio, con i frutti di mare che esaltano la brezza marina, il sofisticato Vintage Tunina di Jermann diventa un’esperienza quasi spirituale: il Sauvignon Blanc del blend conferirà salinità, il Chardonnay morbidezza, la Ribolla Gialla acidità fresca.

Secondi

Nei secondi di mare, il magnifico filetto di tonno rosso obeso con sesamo merita un grande bianco: il Ronco delle Mele di Venica & Venica (Sauvignon Blanc friulano) o il Sanct Valentin Sauvignon di San Michele Appiano offriranno quella freschezza varietale che dialoga magnificamente con l’olio di sesamo e la delicatezza del pesce grasso.

Per i secondi di terra, ecco dove i rossi prendono il loro dominio: la guancia di vitello brasata in vino rosso chiede imperiosamente un grande Nebbiolo—il Perbacco di Vietti o un Barbaresco—dove i tannini morbidi e il corpo complesso del vino trovano nel piatto un’armonia di grande sofisticazione. Per la saltimbocca alla Romana, il Valpolicella Ripasso di Accordini o Tommasi (dove l’appassimento parziale conferisce maggior struttura) rappresenta l’abbinamento tradizionale perfetto.

E se siete golosi di Amarone, la polpetta alla Romana o il filetto mignon ai 3 pepi troveranno in questa nectar—dove il Montepulciano appassito concentra frutti rossi e spezie—un compagno di incredibile eleganza.

Consulta il menu completo qui.

Il Piccolo Mondo: dove Roma, la gastronomia e il vino danzano insieme

A due passi dalla storica piazza Barberini, nell’esclusiva zona tra via Veneto, Il Piccolo Mondo rimane quella che è sempre stata: un’istituzione romana dove la tradizione continua a vivere attraverso una cucina di qualità e la cura amorevole nella selezione dei vini.

Questa cantina rinnovata risponde a ogni esigenza di gusto, che sia alla ricerca di grande eleganza spumantistica, di rarità costruite su terroir selvaggi, o di grandi classici capaci di emozionare generazione dopo generazione.

Perché scegliere Il Piccolo Mondo? Perché qui, ogni dettaglio — dalla scelta dei produttori locali sostenibili, al genio dello chef campione mondiale, alla profondità della cantina — rivela che non tutto è accessibile a tutti. Ma quando lo è, quando varchi quelle porte nel cuore di Roma, capisci perché questo posto è rimasto un’istituzione per più di 70 anni.

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